Nonostante la sua particolarità,
TextMate, editor multifunzione potente anche se
relativamente costoso, ha un seguito piuttosto nutrito, una cospicua nicchia nella nicchia dei melomani informatici; il software si distingue, forse troppo, anche nella gestione del grande e lungamente atteso salto verso la versione 2.0.
Uno dei passaggi critici sembra essere l'adeguamento alla politica commerciale di Apple, lasciando perdere definitivamente il supporto per i processori PPC e magari abbandonando anche qualcuno dei molti felini riprodotti sulle scatole di Mac OS X.
Il processo di sviluppo, visto da fuori, sembra gestito dalla Carboneria, dal momento che fino a pochi giorni fa si sentiva parlare di versioni alfa e si trovava in giro qualche collegamento, ma la diffusione effettiva restava ristretta a un piccolo gruppo di privilegiati. Da poche ore è possibile accedere alla seconda versione alfa e scaricarla, ma per poterla usare è necessario, oltre a un
Mac Intel, anche un codice valido di
licenza della versione corrente, quindi senza parola d'ordine non si entra.
Non rimane allora che fare riferimento alle
fonti ufficiali per capire cosa c'è di nuovo in questa versione preliminare, e dunque cosa si presume di trovare in futuro anche in quella definitiva, tenendo conto che le
novità introdotte sono più numerose di quelle qui citate.
La sezione delle
Release Notes del sito parla tra l'altro di
selezioni multiple non consecutive, di
criteri per lavorare su blocchi di testo, che eventualmente possono cambiare, per esempio a seconda del linguaggio di programmazione con cui si lavora, di
gestione dell'indentazione, comprese le eventuali eccezioni regolate in base a un qualche criterio, possibilità ammessa anche in base alla cartella in cui si trovano i file.
Se questi pochi cenni avessero fatto nascere delle curiosità riguardo al programma, ricordo che è possibile scaricare una versione di prova valida per trenta giorni della release corrente per farsi un'idea di
TextMate. Per chi invece fosse ancora immune dalla curiosità, aggiungo per finire un cenno relativo a
mate, uno
script della shell, che a quanto sembra permette di modificare file da remoto via SSH.