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PhpStorm 7, sempre più ricco e maturo
Scritto da Filippo Fadda il 10-11-2013 ore 16:44
La settima versione di PhpStorm porta con sé un sacco di novità, prima fra tutte il pieno supporto per PHP 5.5, dunque di generatori, cooroutines, blocchi try/finally, l'uso di list nel costrutto foreach, deferenziazione degli array, utilizzo di ::class abbinato a self e static per ottenere il nome completo della classe come stringa, ecc.

Non di secondaria importanza l'integrazione di Vagrant, uno strumento che permette di creare macchine virtuali di sviluppo. Per chi già lo utilizza questa è sicuramente un'ottima notizia.
In aggiunta la nuova console SSH consente di connettersi ad un server remoto senza uscire da PhpStorm, il quale è stato dotato di un completo emulatore di terminale.
All'appello non manca neppure Google App Engine, anche quest'ultimo pienamente integrato.

Davvero interessante l'introduzione del supporto nativo con code completion di Zend Framework 2 Tool (ZFTool), e di altri strumenti basati invece su Symfony Console, come Drush (Drupal Tool), Lavarel e Doctrine. E' possibile naturalmente configurarne di propri, io ad esempio utilizzo quello di Phalcon.

Più semplice anche il processo di configurazione del debugger, sia esso Xdebug o Zend Debugger. A partire dalla versione 7, l'IDE è in grado di fare una verifica dell'intreprete installato, leggerne il file php.ini e quindi validare l'installazione del debugger segnalando allo sviluppatore eventuali problemi e come risolverli. La configurazione dell'ambiente di debugging non è mai immediata e banale e questa nuova peculiarità di PhpStorm aiuterà certamente i meno esperti.
Parlando di testing invece, vale la pena ricordare il pieno supporto per PHPUnit 3.7 e la possibilità di utilizzare un file XML per la configurazione.

Molto è stato fatto anche per i drupalisti, aggiungendo uno specifico plugin per Drupal tra quelli installati di default. Il Drupal Plugin permette di creare un nuovo modulo Drupal, auto-configurare l'ambiente (coding standard, associazione dei file, ecc.), supporta i Drupal hooks (Completion for hook declaration, Navigation to hook invocations, Navigation to documentation from hook implementation and backwards, Quick docs for hook declaration), infine la Drupal command line di cui abbiamo parlato poc'anzi.

Miglioramenti sono stati apportati anche al SQL editor, primo fra tutti il completamento del codice per le join.
Sono state aggiunte diverse modalità di visualizzazione, tra cui quella "presentazione", utile per chi deve mostrare il proprio codice magari durante uno speech. Il supporto per quella a pieno schermo è stata estesa a tutte le piattaforme (prima era presente solo in Mac OS X).

Tra le novità anche l'iniziale supporto per il linguaggio stylus: completamento del codice, formattazione syntax highlighting, compilazione automatica attraverso i file watchers, tutte caratteristiche già presenti per LESS e Sass. Proprio in riferimento a quest'ultimo segnalo l'integrazione di Compass. Io personalmente uso LESS, ma ognuno ha le sue preferenze.

Non meno importanti l'inclusione di Karma e di istanbul code coverage engine, insieme con Node.js e npm.

Mi fermo qui segnalando a chi volesse approfondire ulteriormente, quest'articolo sul sito del produttore.
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Intervento di Gianfranco Fedele a.k.a. gianfrasoft del 14-11-2013 ore 09:49, Napoli (NA)
Plebeo
Plebeo

(8 interventi)
Iscritto il 19-04-2010
Sarà ricco e maturo ma a parer mio è anche molto pesante e lento...
Intervento di Filippo Fadda a.k.a. dedalo del 14-11-2013 ore 15:34, Capriata d'orba (AL)
Duca
Duca

(1992 interventi)
Iscritto il 03-04-2001
gianfrasoft ha scritto:
Sarà ricco e maturo ma a parer mio è anche molto pesante e lento...
E' scritto in Java, non può essere altrimenti; è il costo della portabilità. Anche le alternative per OS X e Linux sono scritte in Java e sono altrettanto pesanti, se non di più. Sotto Windows c'è NuSphere PhpED che è un'applicazione nativa, scritta in Delphi. Io continuo a preferire PhpStorm, ma di PhpED non posso che parlar bene. Puoi tranquillamente usare vim + xdebug, ma non è proprio la stessa cosa.
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