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Alcune novità di CSS3
Scritto da Davide Panceri il 09-02-2010 ore 09:30
Tra le "informazioni utili per sviluppatori e progettisti web", questa volta Six Revisions propone alcune tecniche relative a CSS3, che possono dare buoni risultati, ed è pertanto utile conoscere. Va doverosamente premesso che non tutti i browser in circolazione sono compatibili con queste specifiche, ed è quindi possibile che non si riescano a vedere gli effetti in questione, specialmente se si usa un programma vecchio o non troppo attento agli standard; in alcuni casi è possibile risolvere il problema con aggiunte o estensioni, in altri casi bisognerà semplicemente aspettare aggiornamenti che si spera saranno più attenti agli standard, o magari passare ad un altro navigatore, ad esempio, per fare un nome relativamente esotico, Opera.

Quanto alle specifiche, si possono trovare sul sito W3C, anche se il materiale nel suo complesso non sembra organizzato per facilitare l'esplorazione. Il materiale presente in CSS3.info potrebbe servire come punto di partenza e guida rapida, mentre alcuni esempi, in parte analoghi a quelli proposti nell'articolo di riferimento, si trovano nel sito dell'Opera Developer Community, dove sono corredati di schermate di esempio per ovviare a eventuali incompatibilità CSS3 del browser di chi legge.

Tra gli effetti qui menzionati troviamo un'ombreggiatura; l'uso dei gradienti, l'unico effetto grafico che non sono riuscito a visualizzare correttamente; l'uso di modelli RGB o HSL per rappresentare i colori, che permette di ottenere effetti accattivanti come variazioni di opacità, la selezione colorata del testo; alcune trasformazioni al passaggio del mouse, e l'impaginazione del testo su più colonne, un altro effetto che ancora non sono riuscito a visualizzare nonostante i pellegrinaggi da un browser all'altro.

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Come viene evidenziato in questo ed altri contesti, abbiamo da un lato il vantaggio di potere semplificare l'uso di questi e altri effetti, grazie a una certa padronanza di questi meccanismi peraltro relativamente semplici. D'altra parte, c'è ancora qualche controindicazione, come il fatto di dover scrivere il codice per così dire in doppia copia per tener conto delle diverse piattaforme, e nonostante il lavoro supplementare si rischia ancora di non poter visualizzare quello che si vorrebbe.

Malgrado tutto, si tratta di una dimostrazione abbastanza convincente di come sia possibile migliorare l'aspetto dei siti web attraverso l'uso degli standard, che andrà sempre più ampliandosi soprattutto se chi produce i browser vorrà collaborare con maggiore convinzione.
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